Lucca fa 90.

Tornati dalla trasferta lucchese.

Sono stati 5 giorni intensissimi, conditi dal viaggio fantozziano d’andata e da ore di sonno arretrato che stanno bussando alla mia porta come i creditori nelle storie di Paperino.

Che dire, il titolo spiega già molte cose : questa Lucca mi faceva un po’ paura. Non come le interrogazioni di matematica ai tempi del liceo, ma quasi. Non avevamo la versione definitiva di Milite Ignoto (che doveva essere uno dei due progetti di punta) e lo stesso Norby era un punto interrogativo, essendo stato scartato da tutti gli editori a cui l’ho proposto precedentemente.

E se fosse stato un fiasco? E se tutto il tempo speso dietro a questi fumetti si fosse rivelato tempo perso? E non parliamo dei soldi spesi per finanziarli, questi progetti… Ho fatto girare ben bene l’economia, va! Insomma, la mia ansia da prestazione si misura anche da queste cose.

Per cui, dopo tutte queste premesse degne di un ottimismo da unieuro, che cosa posso dire dopo la fiera?

E’ stata un successo.

Tiè.

Norby è piaciuto da morire, e ne abbiamo venduti a vagonate (considerando che siamo degli esordienti totali e che nessuno sapeva della nostra esistenza fino all’inizio di questa fiera). Quante copie abbiamo venduto solo a Lucca? Ve l’ho già detto tra le righe, vediamo se siete stati attenti. Al momento, abbiamo comunque superato il centinaio. E i pacchi sono arrivati da neanche due settimane!!! Le donne sono impazzite per lui e qualcuno mi ha persin chiesto il suo numero telefonico. Si beh, il nostro “divo” felino al massimo può usare il telefono della Chicco, è chiaro. Per cui ho consigliato di comporre il numero con il verso della Mucca.

Anche l’anteprima del Milite è andata bene, e abbiamo venduto due terzi delle copie che avevo fatto stampare. In tanti inoltre mi hanno chiesto info sul progetto, e questo non può che farmi piacere e sperare per il futuro.

Ci siamo anche trovati benissimo nella Self Area, dove si respirava un clima d’amicizia e di amore per il fumetto non indifferente. Lontano dalle grigie e pompose realtà editoriali (e diciamolo, sono proprio poche tali realtà  che possono permettersi di tirarsela… Anche se, ahimè, lo fanno praticamente tutti).

Il mio ringraziamento finale va quindi a chi ha condiviso con me questa splendida avventura e a tutti coloro che si sono fermati al nostro stand. A tutti coloro che sono stati incuriositi dal nostro lavoro e ovviamente a tutti coloro che ci hanno supportato. E’ un mondo difficile (è vita intensa, felicità a momenti e bla bla bla) ma siamo entrati, e non intendiamo uscirne. Senza paura.

MDV

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