il Cavaliere Oscuro : il ritorno (dello Jedi)

Insieme al futuro Lo Hobbit era uno dei film che aspettavo con più trepidazione quest’anno, dato che il secondo episodio di questa trilogia è probabilmente uno dei miei film preferiti di sempre. Per cui, potete capire, le aspettative erano alte, altissime. E anche purissime e levissime.

Ce l’avrà fatta Christopher Nolan a fare addirittura di meglio???

Dato che avete già cliccato su “read more” per conoscere la risposta, ve lo dico subito : questo nuovo episodio è meravigliosamente imperfetto. Parlo per me, ovviamente. Dato che oggi va di moda elevare i propri giudizi al rango dell’oggettività, ci tengo a precisarlo.

Non mi dilungherò con la storia, perchè la conoscete e per quanto semplice è piena di cambiamenti di rotta lungo il percorso e non vorrei svelare nessun dettaglio. Oltretutto, tanti sono i colpi di scena (qualcuno un po’ telefonato altri meno) e il finale vi lascerà davvero un attimo con il fiato sospeso!

Partiamo da un presupposto : è un film di Christopher Nolan. Per cui aspettatevi una storia corale, personaggi ben caratterizzati, colpi di scena, gran ritmo e tematiche care al nostro regista che si sposano bene con l’uomo pipistrello. E aspettatevi anche uno dei difetti maggiori dei film di Nolan : troppa carne al fuoco. Infatti, nonostante le tre ore di film (assolutamente non sentite), molti punti e spunti sembrano affrettati e poco sviluppati. Uno su tutti, a parer mio, è la prigionia di Bruce Wayne nel “pozzo”.

La sceneggiatura è ben strutturata, ma ci sono troppi punti oscuri (per rimanere in tema) e troppe falle. Alcune anche piuttosto divertenti, e vi faccio qualche esempio : verso la fine del film, a Gotham rimangono poche ore prima di esplodere. E il nostro eroe cosa fa? Perde tempo a creare un enorme simbolo di Batman infuocato su un ponte. O ancora : appena tornato nella Gotham tiranneggiata da Bane, Batman cerca e trova Catwoman.. Per chiederle di trovare una persona! Ma non poteva farlo direttamente da sè così come ha trovato la più sfuggente ladra di tutta la città?? E non parliamo della possibile età reale di Bane…

Comunque! Vi starete chiedendo come fa questo Batman ad essere meravigliosamente imperfetto, dopo queste prime bordate. La risposta, è molto semplice : è un film grande, nell’insieme.

E’ solo guardando tutto nella sua globalità che ci si rende conto della sua bellezza. Questo Cavaliere Oscuro è un film epico nel vero senso della parola. E’ un film che poggia le sue basi su personaggi epici (nel senso ampio del termine) e su idee forti che portate avanti fino in fondo. Batman e Bane non sono solo il solito eroe e il solito cattivo da film supereroistico. Non sono, a guardare un po’ oltre, necessariamente bene contro male. Il loro duello non è solo fisico, ma ideologico perchè sono loro stessi i portatori di due ideologie differenti. Un po’ come era successo con il Joker di Heath Ledger, ma qui tutto è elevato ad un livello superiore, perchè si vanno a toccare tasti che ci sono profondamente vicini : la questione economica. Non mi soffermerò sul dibattito stucchevole secondo cui Batman sarebbe politicamente indirizzato perchè protegge la banche. Al di là di ogni possibile preferenza politica, mi sembra una cazzata clamorosa, e vi rimanderei alla canzone di Gaber “Destra-Sinistra“. Tutto questo per dire una cosa : a differenza ormai della stragrande maggioranza di film sui supereroi, il Cavaliere Oscuro è l’unico che si prende sul serio. E nonostante tutto, risulta persino credibile.

Poi, altra cosa non indifferente, la grande forza di questo film è che è in grado di mettere comunque una parola fine. Quello che generalmente non sanno fare storie di questo tipo. Oltretutto, mette la parola fine ad una trilogia che non era partita per essere una trilogia. Mette fine all’evoluzione di un personaggio e lo fa nella maniera giusta. Non è da tutti. In questo, mi ha ricordato l’epopea di Star Wars conclusasi proprio con “il Ritorno dello Jedi”.

Per concludere. Per quanto ci siano molti difetti (ed è inutile negarlo) Il Cavaliere Oscuro : il Ritorno indubbiamente lascia qualcosa dietro di sè. Lascia qualcosa a fine visione, qualcosa che tanti altri non riescono a trasmettere. Ed è questa la cosa più importante. La cosa per cui vale la pena andare al cinema.

E scusate se è poco. 

In sostanza, se potete guardatelo! Specie se siete amanti di un certo tipo di film di genere, ovviamente.

Chiudo con qualche annotazione telegrafica a margine in ordine sparso : è un film che va guardato al cinema, per l’incredibile effetto avvolgente che suscita la colonna sonora. Effetto che si perderebbe a casa. Di contro, il doppiaggio di Bane ad opera di Filippo Timi l’ho trovato assai rivedibile. Ma proprio assai. Non capisco come mai, visto che Timi è comunque un bravo attore. Alfred è sempre il numero uno e grazie a lui le vendite di Fernet Branca schizzeranno alle stelle e… Non ho parlato di Catwoman. Anne Hathaway è stata brava, e soprattutto (per fare il maschilista) assolutamente da stupro. Ho adorato la Gotham quasi post apocalittica con la sue neve e la freddezza dei suoi abitanti, e soprattutto questo film mi ha fatto assaporare il gusto della trilogia fumettistica sul cavaliere oscuro, firmata da Frank Miller tanti anni fa. E’ successo solo a me?

^_^

MDV

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