Django il mandingo

django-unchained-poster3Eccolo là!!!

Atteso da anni, Quentin Tarantino finalmente ci regala la sua visione dei mitici Spaghetti Western. La più classica delle sfide all’O.K. Corral, il più classico dei duelli da mezzogiorno di fuoco, l’ancor più classico Django è arrivato..

Credo che bastino i primi minuti del film per accorgersi che questo Django Unchained è un film di Tarantino. Garanzia di qualità da un lato, dall’altra una prova che il nostro Quentin sta diventando un po’ manierista. Nel senso che, man mano che la storia procede, sai già più o meno cosa aspettarti. Resta solo da definire il quando aspettarselo! Ecco, per togliermi la patata bollente, inizio con il difetto principale del film : è un “bastardi senza gloria” ambientato nel west. Un po’ perchè ritorna Christopher Waltz in un ruolo molto simile (anche se stavolta è dalla parte dei buoni) un po’ perchè anche diverse tematiche ritornano : la vendetta, le sparatorie, personaggi grotteschi e anacronismi storici.

Dunque, sa di già visto?

Eeeeeh, qui si arriva ad uno dei grandi talenti di Tarantino: non stanca mai. C’è chi, come ho detto nella recensione de “Lo Hobbit”, ha i tempi dell’epica. Il caro Quentin invece ha i tempi della pulp story : quando rallenta il ritmo, è per dare spazio agli attori. Ai dialoghi fuori dagli schemi e ai botta e risposta gagliardi. Quando invece vuole accelerare ecco che si fa portavoce del cinema americano d’azione : non un attimo di tregua e sangue a non finire.

django-unchained-christoph-waltz-foto-del-filmE anche stavolta, di fronte ad una trama che parrebbe più trita e ritrita delle promesse elettorali di Berlusconi, come in tutti i film tarantiniani il punto di forza rimangono i personaggi : Christopher Waltz gigioneggia alla stragrande ed è il vero motore della storia, Jamie Foxx fa quello che sa fare ovvero l’inespressivo, Leonardo di Caprio si trova a suo agio nella parte del bastardo (senza gloria) e viene persino rispolverato un Samuel L. Jackson che fa la sua porca figura! In questo c’è molto dei fratelli Coen : tirare fuori il meglio dagli attori. Insomma, ci sarà un motivo se le migliori interpretazioni di Jackson sono venute proprio in questi film…

E vogliamo parlare della musica? Colonna sonora azzeccatissima come sempre. E poi il lavoro di scrittura che c’è dietro al film è come sempre strepitoso. Quante citazioni, quanti riferimenti e quanti giochi meta-cinematografici. Solo chi ha davvero coscienza (e conoscenza) del mezzo e della sua storia può permettersi questo tipo di narrazione, e al tempo stesso alternare momenti di grande serietà ad altri assolutamente comici senza perdere le briglia della storia.

Eppure, eppure eppure eppure… A Django manca qualcosa. Quel quid che ha reso indimenticabili altri lavori di Tarantino. E probabilmente, il problema sta proprio in quello che si diceva all’inizio: lui come autore rimane uguale a se stesso. E questa volta non è riuscito ad inserire il fattore novità che fa passare questa sua caratteristica in secondo piano. Perchè, mi chiederete? La risposta è… che questo film è e rimane un western. Secondo me la particolarità dei film tarantozziani (che bella parola) è quella di mescolare i generi, lasciando sempre spiazzato lo spettatore. E il western, lo spaghetti western in particolare, è sempre stato uno dei generi a cui ha più attinto. E che ora messo a nudo perde quindi di vivacità.
Soprattutto nel finale, quando il pallino della narrazione rimane in mano a Jamie Foxx e viene a mancare il colpo di scena incredibile come in “Inglorious Basterds”.

Ma questi sono segoni mentali a due mani da parte di un laureato in storia del cinema. Pure della vergine! Insomma, un tipo poco raccomandabile. Andate tranquilli che il film merita di brutto!

Chiudo con le mie tre menzioni speciali.

  • La prima, la scena dell’imboscata Ku Klu Klan : memorabile.
  • La seconda: il cameo di Franco Nero. Pezzi di storia del cinema che si incastrano con lode!

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  • La terza (e qui usciamo momentaneamente dal film): quella del padre che porta il figlio di 7 anni a vedere Django Unchained. E che a fine proiezione, dopo aver tappato occhi e orecchie al figlio per metà film si lascia scappare un “me lo immaginavo diverso, cough cough” con il bambino gasatissimo che nel finale urlava per la contentezza a ogni colpo di arma da fuoco. Che trash! 

Quindi, miei cari mandinghi fan di amedeo minghi, fatevi un favore e andatevi a vedere il film. Con buona pace di Spike Lee e della sua invidia (ah, come lo capisco però…)

E se questa recensione non vi è piaciuta… Beh, questo è il mio sguardo di disapprovazione!

django_unchained 1

(Che poi è lo stesso sguardo che ho quando nelle fiere di fumetto la gente arriva al mio stand, si spertica in lodi e complimenti incredibili sui miei lavori e poi se ne va senza comprare manco una spilletta).

Uahahaha!

^_^

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